Nocera Superiore. Cinta muraria

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Nocera Superiore. Cinta muraria

La cinta muraria di Nocera Superiore (Sa)

Il mito racconta che Nuceria Alfaterna fu fondata dalla popolazione dei Sarrasti, mentre la storia ci dice che i fondatori di questo importante centro furono gli Etruschi che, sul finire del VII sec. a. C., unirono tutti i villaggi di capanne sparsi nell’agro nocerino-sarnese per contrastare l’espansione greca, formando una dodecapoli con a capo proprio Nuceria. La città fu così un importante centro dell’entroterra campano per molti secoli anche grazie al controllo sulle più importanti vie di comunicazione che portavano alle città di Stabia, Pompei, Capua e Reggio Calabria. Nel V sec. a. C., accanto all’antico toponimo Nuvkrinum, si aggiunse quello di Alfaternum, dal nome della tribù sannitica degli Alfaterni.

Nuceria fu quindi a capo della Lega Sannitica di cui facevano parte altre importanti città come Pompei e Stabia. Per questo notevole ruolo ospitava la presenza di un magistrato supremo, il meddix tuticus e batteva moneta propria. Dopo la seconda guerra sannitica la città divenne alleata di Roma e per questo fu distrutta da Annibale nel 216 a. C. Durante la ricostruzione patrocinata da Roma, molti abitanti scelsero di trasferirsi ad Avella. Con Augusto divenne colonia con il titolo di Nuceria Constantia e iscritta alla tribù Menenia.

Nuceria Alfaterna si trovava tra i moderni comuni di Nocera Superiore e Nocera Inferiore. Tra le tante testimonianze archeologiche, degna di nota è sicuramente la cinta muraria, scavata e restaurata di recente. Questa è ancora parzialmente visibile in località Pareti e risale al II sec. a. C. Il tratto in questione è quello meridionale e faceva parte della cortina esterna. Nella fortificazione è anche inglobata una torre con tre feritoie sulla parete esterna e due su quelle laterali. Questa torre non era ovviamente l’unica , ma è sicuramente la meglio conservata.

Da un ambiente inferiore, attraverso una scala di legno, si raggiungeva il piano di calpestio dove sono visibili blocchi e tracce della scala in muratura che conduceva al piano superiore dove furono trovati materiali di reimpiego per la costruzione di una struttura d’età medievale. Tra i pezzi rinvenuti vi era una sima con testa leonina oggi conservata nei depositi del comune di Nocera. Davanti alla torre lo scavo ha rivelato la presenza di una cisterna e di tre piccole vasche non comunicanti tra loro e ascrivibili all’età medievale. Una seconda torre si trovava sul lato orientale ed è oggi nota con il nome di Cantina Vecchia.

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