Roma: Colosseo

Scegli un libro per approfondire questo argomento

colosseo

Il Colosseo, il più importante ed esteso anfiteatro romano, fu fatto innalzare dall’imperatore Vespasiano nella vallata racchiusa tra il colle Celio, l’Esquilino e il colle Palatino, nel corso degli anni iniziali della sua salita al trono imperiale che, in totale, occuparono quelli compresi tra il 69 ed il 79 dopo Cristo.

La vallata sulla quale fu innalzato questo immenso anfiteatro era precedentemente occupata da un piccolo lago artificiale appartenente alla Domus Aurea neroniana. La motivazione alla base della selezione di quest’area fu mossa sia dal desiderio di riconsegnare alla popolazione romana quella parte di territorio pubblico che Nerone aveva destinato ad uso privato, sia dalla necessità di evitare le operazioni di scavo di moltissimi metri cubi di tufo e terra per il posizionamento delle fondamenta, considerato che una volta che il lago fosse stato privato dell’acqua in esso contenuta, avrebbe lasciato libero un bacino molto ampio. I lavori per la creazione delle fondamenta del Colosseo, infatti, richiesero la costruzione di un autentico livello interrato i cui numerosissimi pilastri, realizzati simili a quelli osservabili all’esterno, erano posti sulla superficie di un enorme piano in cemento, a forma di ciambella, che distava approssimativamente di 13 metri dal livello stradale.

Le operazioni edili per l’innalzamento dell’anfiteatro continuarono nel periodo di regnanza dell’imperatore Tito, il quale occupò il trono imperiale negli anni compresi tra il 79 e l’81 d.C., ma si conclusero soltanto negli anni compresi tra l’81 e il 96 d.C., periodo in cui l’Impero Romano fu retto dall’imperatore Domiziano. Sembra possibile, inoltre, che i sotterranei in pozzolana dell’anfiteatro siano stati realizzati nel periodo di Domiziano visto che ci sono giunte notizie di battaglie navali, denominate naumaiche, risalenti ai periodi che precedettero il suo regno mentre a partire da Domiziano all’interno del Colosseo furono svolte soltanto le gare di caccia agli animali selvaggi, denominate venationes, e le lotte tra i gladiatori, denominate munera.

colosseo8
Mosaico con scene di combattimento tra gladiatori e bestie feroci, dal Museo della Gallerie Borghese

I dati relativi alla quantità di materiale edile che fu necessario all’innalzamento del Colosseo ci riferiscono che per la costruzione dell’opera, caratteristica per la sua forma ad ellisse, furono utilizzati 100.000 metri cubi circa di travertino, estratto dalle miniere del Barco situate in prossimità della Via Tiburtina, e circa 300 tonnellate di ferro utilizzato per la creazione dei ganci che tenevano uniti i blocchi di cemento. Per quanto riguarda, invece, le dimensioni totali dell’anfiteatro, la misura del diametro parallelo ai lati più estesi raggiunge i 188 metri, mentre il diametro parallelo ai lati inferiori dell’ellisse è lungo 156 metri.

Per quanto riguarda l’altezza, invece, l’estesa cintura esterna raggiunge le dimensioni di circa 50 metri, suddivisi in quattro livelli sovrapposti ed interamente realizzati in travertino. In particolare, i primi tre livelli sono caratterizzati dalla presenza di archi incorniciati da alcune semi-colonne delle quali, quelle poste al primo livello sono state realizzate in stile tuscanico, quelle visibili al secondo livello in stile ionico ed infine, quelle che si innalzano al terzo livello seguono lo stile corinzio. L’ultimo livello, il quarto, è cieco, ed è percorso da una serie di lesene realizzate anch’esse in stile corinzio.

Nel corso della realizzazione dei giochi all’interno dell’anfiteatro, un gruppo di marinai appartenenti al porto militare di Miseno e stanziati nei pressi della caserma Castra Misenatium, si dedicava agli spostamenti del velarium, un enorme telo che, proprio come una tenda, aveva la funzione di proteggere il pubblico dai raggi solari. Il velarium era sorretto da alcune robuste aste poste in cima alla struttura ed era tenuto fermo grazie all’uso di numerose corde fissate ad alcune bitte, situate nella parte esterna dell’anfiteatro; oggi restano ancora visibili 5 bitte sul lato del Colosseo che volge verso il Colle Oppio.

Per poter entrare all’interno del Colosseo era necessario attraversare alcune arcate, in tutto 80, poste al piano terra e disposte lungo tutta la sua circonferenza: esse permettevano l’accesso alle gradinate che conducevano alle diverse sezioni in cui era suddivisa la cavea. Sulla superficie delle arcate visibili ancora oggi è possibile notare la presenza di un numero progressivo che coincideva con il numero presente sui biglietti (tessera) appartenenti al pubblico. Soltanto quattro arcate erano prive della numerazione ed erano quelle poste nei pressi degli assi più importanti dell’anfiteatro: sull’asse settentrionale si apriva l’ingresso d’onore, destinato all’entrata dell’imperatore, mentre le altre tre entrate erano destinate alle classi appartenenti alla nobiltà romana.

colosseo1
Veduta piena del Colosseo

Ciò che resta visibile del muro di cinta esterno dell’anfiteatro, circa i 2/5 della superficie originale, è sorretto, ai due margini, da alcune pareti rinforzate realizzate, nel corso del 1820, dall’architetto Valadier su desiderio di papa Pio VII, com’è descritto anche dall’incisione leggibile sulla loro superficie: “Nel VII anno di Pontificato di Pio VII”. I molteplici fori disposti irregolarmente e visibili tra le giunture che collegano i blocchi, furono effettuati nel corso del Medio Evo per riuscire a prelevare i perni in ferro.

Per quanto riguarda la parte interna del Colosseo, essa risulta semi-distrutta e priva delle scalinate. Inoltre, è del tutto priva del piano terra, quello in cui sorgeva l’arena vera e propria, lasciando visibile, in questo modo, la zona sotterranea destinata ad accogliere le persone di servizio. Sulla superficie della parete interna, poi, sono visibili ancora oggi una serie di 30 celle molto profonde che probabilmente ospitavano alcuni montacarichi funzionanti con contrappeso la cui funzione era quella di trasportare i gladiatori e gli animali selvaggi sul piano dell’arena.

colosseo2
Finti gladiatori intrattengono i turisti in visita al Colosseo

I frammenti di alcuni enormi piani inclinati, realizzati con mattoni di tufo, avevano il compito di innalzare, attraverso un complesso meccanismo, messo in moto da un sistema di contrappesi, che, ruotando, si incastrava ai denti di alcune cerniere, diverse tipologie di scenari e panorami utilizzati soprattutto nel corso delle venationes. Alcuni scrittori che vi assisterono ricordano, nei loro scritti, lo stupore suscitato dall’apparizione di foreste, corsi d’acqua, colline, deserti ed ogni altro tipo di costruzione. Dal centro dell’arena, poi, si snodava un percorso sotterraneo che terminava al Ludus Magnus, una vasta caserma destinata ad accogliere i gladiatori.

L’arena dell’anfiteatro era nascosta, poi, da una robusta ed asportabile tavola in legno. Durante lo svolgimento dello spettacolo, inoltre, tra il corridoio e l’arena correva una rete protettiva spessa e voluminosa, sorretta da zanne di elefante fissate sulla cima di alcuni pilastri ed incorniciata, orizzontalmente, da una successione continua di cilindri d’avorio che, ruotando, avevano la funzione di impedire agli animali di arrampicarvisi per fuggire. Se, nonostante ciò, gli animali fossero riusciti a valicare la rete, un gruppo di arcieri, disposti probabilmente all’interno delle celle che si aprivano sulla pedana, erano pronti ad occuparsene.

colosseo3
Scorcio del colosseo dai Fori

L’entrata all’anfiteatro non era a pagamento e, per questo motivo, la scelta del posto dipendeva dalla classe sociale di appartenenza. Soltanto i posti riservati ai senatori romani e quelli appartenenti alla tribuna d’onore, destinata all’imperatore, erano dotati di scalinate realizzate in marmo, contrariamente a quelle realizzate in mattoni e destinate al resto della popolazione, ed i posti erano assegnati e personali: sugli scalini posti in prossimità dell’arena, infatti, sono visibili ancora oggi le incisioni recanti i nominativi delle ultime persone che occupavano questi posti, accompagnate da diverse cancellature realizzate in modo da rimuovere i nomi scritti precedentemente. Questa usanza ha reso possibile l’individuazione delle 195 persone che ricoprirono la carica di senatore romano prima della trascuratezza che iniziò a subire il Colosseo a partire dal crollo dell’area occidentale dell’Impero Romano avvenuta negli anni tra il 476 e il 483 d.C.

Questa enorme struttura, frequentemente risanata per riparare i danni provocati dai numerosi terremoti ed incendi, riusciva ad ospitare un insieme approssimativo di 73.000 spettatori. Nei pressi dell’anfiteatro, e precisamente nell’area compresa tra il Colosseo e i Fori Imperiali, è possibile notare ancora oggi, sulla superficie del pavimento, la presenza di un quadrato lungo 7,5 metri ogni lato e realizzato attraverso l’uso di pietre policromatiche. In questo luogo pare che fosse situato il basamento a forma quadrata del colossale simulacro bronzeo raffigurante l’imperatore Nerone, il quale raggiungeva un’altezza di circa 35 metri, i cui pochi frammenti furono demoliti nel corso del 1936 su indicazione del governo di Mussolini, impegnato nella realizzazione di Via dell’Impero, oggi meglio nota con la denominazione di Via dei Fori Imperiali.

colosseo4
L’interno del Colosseo

Questo colossale bronzo troneggiava, in origine, nella parte centrale dell’ingresso della Domus Aurea e soltanto successivamente fu necessario il suo trasferimento in prossimità del Colosseo: la denominazione dell’anfiteatro, attribuitagli la prima volta nel corso del VIII secolo, non è dovuta alle sue pur colossali dimensioni, piuttosto dalla colossale statua bronzea situata nelle sue vicinanze.

Alcuni scritti pervenuti fino a noi ci raccontano di come nel corso della festività promossa dall’imperatore Tito nel corso dell’80 d.C. persero la vita, nell’arco di una sola giornata, ben 5000 animali selvaggi. Ci narrano, inoltre, del gruppo di 100 orsi messi a morte, dall’imperatore Commodo, l’uno dopo l’altro, durante l’anno 191 e dei 100 leoni, fatti giungere a Roma nel corso del 281 ad opera dell’imperatore Probo, il cui ruggito contemporaneo spaventò tanto da azzittire la folla di spettatori. Le ultime gare di caccia furono organizzate, con l’incerto permesso accordato dall’imperatore Teodorico, nel corso dell’anno 523 a quasi ad un secolo di distanza dal momento in cui si decise, nell’anno 438, la cancellazione dei combattimenti all’interno del Colosseo.

Con il passare del tempo, quindi, quello che è tutt’ora conosciuto come il più grande anfiteatro romano, iniziò a perdere la sua stessa ragion d’essere, periodo che culminò con il suo abbandono protrattosi per circa un secolo. La sua sorte cambiò quando, nel corso dei secoli compresi tra l’XI ed il XIII, la famiglia dei Frangipane e successivamente quella degli Annibaldi, decisero di potenziarlo e trasformarlo in fortezza. Nel corso del 1224, poi, fu strappato ai privati e preteso dallo Stato Pontificio, retto in quel periodo dal pontefice Innocenzo IV il quale decise di servirsene unicamente per la realizzazione al suo interno di piccole abitazioni, qualche convento e alcuni piccoli empori.

colosseo5
La struttura interna del Colosseo

A causa dei danni provocati dai frequenti sismi, il Colosseo divenne presto il luogo adatto per recuperare il materiale edilizio, soprattutto il travertino, necessario al risanamento di edifici e chiese, in particolare, per i restauri che coinvolsero il porto di Ripetta, la basilica di San Pietro, il Palazzo della Cancelleria, il Palazzo Venezia, i sostegni del Ponte Sisto. Tutto ciò proseguì fino al 1744 anno in cui papa Benedetto XIV decise di consacrare il Colosseo per mettere fine alle depredazioni che era costretto a subire. Egli, in particolare, fece costruire 14 edicole, nelle vicinanze delle Stazioni della Via Crucis le quali, in occasione dell’avvio del giubileo del 1750, ricevettero la benedizione. Benedetto XIV, quindi, consacrò il Colosseo in onore dei Santi Martiri anche se, dal punto di vista storico, non è mai stata confermata la notizia che al suo interno fu data la morte a martiri cristiani.

colosseo7
Artisti e pittori da sempre restano affascinati dal Colosseo

Sempre nel corso del 1750, all’interno dell’anfiteatro venne posizionata una croce ed in questo modo, il Colosseo divenne tappa finale di un esteso corteo religioso che si svolgeva lungo la Via Sacra: la Via Crucis è un evento che si svolge ancora oggi nel corso del primo venerdì della Settimana Santa e, in questa occasione il papa, che vi prende parte personalmente, si ferma in prossimità del Colosseo in modo da mantenere viva questa antica tradizione cristiana.

La croce posta al suo interno fu eradicata ad opera degli anticlericali nel corso del 1870 e, successivamente, qui riposizionata nel 1926. In opposizione alle simpatie cristiane bisogna ricordare che il Colosseo, in passato, era anche il simbolo più evidente dei riti e degli edifici di culto pagani che sopravvisse alla conversione di Roma al cristianesimo e che, in passato, fu la dimora di divinità e demoni ai quali venivano rivolti rituali e preghiere.

colosseo6
La possente struttura esterna del Colosseo verso Colle Oppio e la Domus Aurea

La stessa denominazione dell’anfiteatro deriverebbe, secondo quanto ricavabile da alcuni scritti risalenti al Medio Evo, dall’atto effettuato dai sacerdoti pagani di mostrare al popolo, che assisteva ai rituali, le statue di culto e di chiedere loro: “Colis eum?” frase traducibile dal latino con i termini “Lo adori?”. Da ciò deriverebbe il termine Coliseum, Colosseo. È importante ricordare, inoltre, che questa imponente costruzione corse spesso il pericolo di essere distrutta e non solo a causa dell’inquinamento tipico dei nostri tempi.

La prima volta accadde nel periodo retto dal papa Sisto V il quale pensò di raderlo al suolo in quanto la sua mole ostacolava la costruzione della strada che metteva in contatto il Campidoglio e il Laterano; successivamente, durante il 1832, il cardinale Brunetti propose di utilizzarlo come cimitero monumentale. Tutti questi eventi sembrano aver messo alla prova la nota profezia del saggio Beda, risalente all’VIII secolo, la quale recita che:

“Quandiu stat Colysaeus stat Roma; quando cadet Colysaeus cadet Roma et mundus”

 traducibile come “Fin quando esisterà il Colosseo esisterà Roma; quando cadrà il Colosseo cadrà Roma e tutto il mondo”.

Foto del Colosseo

http://www.archart.it/archart/italia/lazio/Roma/Roma%20-%20Colosseo/index.html

Potreste trovare interessanti anche questi articoli:

Scegli un libro per approfondire questo argomento

Questo articolo ha un commento

Lascia un Commento

You must be logged in to post a comment.