Vasi greci: forme e tecnica

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Vasi greci: forme e tecnica

Le forme e la tecnica realizzativa dei vasi greci

La forma dei vasi è data dalle diverse parti dalle quali essi sono costituiti: collo, labbro, orlo, corpo del vaso, che prende il nome di spalla nella parte superiore, anse, piede. Tutte queste parti erano lavorate separatamente, per essere unite, successivamente, per mezzo di argilla semifluida. Si presume che i vasi più grandi e complessi fossero disegnati prima di essere eseguiti. Ogni vaso, quindi, era diverso dagli altri ed era il frutto di una accurata e personale costruzione che ne faceva un esemplare assolutamente unico.

Gli studiosi, generalmente, identificano le forme dei vasi greci secondo l’uso cui venivano impiegati nell’antichità. Però, non tutti i nomi con cui si indicano oggi le forme dei vasi corrispondono al loro nome antico. I vasi si distinguono in base al loro uso in:

Recipienti di abbondante capacità

  • Anfora
  • Cratere
  • Lebete
  • Loutrophoros
  • Pelike
  • Psyktèr
  • Stamnos

 Vasi destinati a versare o ad attingere

  • Alabastron
  • Aryballos
  • Idria
  • Lekythos
  • Oinochoe

Vasi per bere, libare, mangiare

  • Askos
  • Kantharos
  • Kothon
  • Kotyle
  • Kyathos
  • Kylix
  • Phiale
  • Lekanis o Lekane
  • Rhyton
  • Skyphos

Vasi di uso diverso

  • Pisside
  • Epinetron

Vediamoli ora nel dettaglio.

Recipienti di abbondante capacità

Anfora

Di forma panciuta, fornito di anse che collegano la bocca o il collo con il corpo del recipiente, è il vaso più comune. Era utilizzato nell’antichità per trasportare derrate alimentari quali olio, vino, miele; dunque, a contenere, sia liquidi che solidi. Heirnich Dressel fu il primo studioso che nel 1872 si occupò dello studio e della catalogazione di questi vasi. Si distinguono due tipi fondamentali di anfore a seconda che la linea del collo continua nella curva della spalla oppure che il collo sia nettamente distinto da essa:

  • a collo separato dal corpo
  • a collo non separato

Anfora Panatenaica
Anfora Panatenaica

Tra le anfore a collo nettamente separato dalla spalla, un tipo particolare è rappresentato dall’anfora Panatenaica risalente al periodo di Pisistrato e data in premio alle Panatenee di Atene (festa religiosa più importante di Atene). La decorazione presenta sempre da un lato la dea Atena e dall’altro del vaso la gara vinta. Ha un corpo ovoidale di forma espansa all’altezza delle spalle e fusiforme in basso, collo breve, anse strette alle pareti.

Anfora Nicostenica
Anfora Nicostenica

Un’altra variante era costituita dall’anfora nicostenica, così chiamata dal nome del vasaio Nicostene. E’ caratterizzata da anse piatte e sottili, fortemente arcuate che collegano l’orlo sottile con la spalla del vaso. Il corpo è ovoidale allungato e il piede è impostato al di sopra di un cilindro.

Cratere

Vaso con bocca larghissima, corpo profondo e capace, alto piede, usato principalmente per mescolare vino ed acqua nel simposio greco. Conosciamo varie forme di cratere:

Cratere a colonnette (o dal greco kelebe)

Cratere a colonnette

Di origine corinzia è chiamato così dalla forma delle anse costituite da due piccole colonnette a sostegno di una specie di architrave orizzontale. Ha un labbro piatto che si confonde con la parte superiore delle anse.

Cratere con volute

Cratere con volute

Bocca aperta e vasta, collo largo, anse verticali con volute che si appoggiano sull’orlo del vaso. Di derivazione attica si diffuse tra il 570 a. C. e il IV secolo a. C.

Cratere a calice

Cratere a calice

Corpo simile al calice di un fiore, con la parte superiore che va aprendosi verso la bocca, assumendo un profilo leggermente concavo. E’ privo di collo e il piede è formato da due gradini. Le anse sono piccole e lievemente oblique. Si diffonde intorno alla seconda metà del VI secolo a. C.

Cratere a campana

Cratere a campana

Ha il corpo simile ad una campana rovesciata, labbro arrotondato in fuori, anse orizzontali appena ripiegate verso l’alto, piede rialzato. Si diffonde nel V secolo a. C.

Lebete

Lebete

Recipiente di forma sferica, con bocca larga circondata da un breve orlo verticale, a volte impostato su un sostegno (tripode). Utilizzato come recipiente per lavarsi, cucinare, scaldare l’acqua fu poi impiegato per le abluzioni nuziali, rituali e funebri. Il lebete è spesso considerato come premio concesso ai vincitori di gare.

Loutrophoros

Loutrophoros

Ha un corpo ovoidale allungato, piede conico basso e largo, anse traforate, strette e dal profilo sinuoso. Il recipiente aveva due usi attestati letterariamente: inizialmente serviva per il bagno nuziale, successivamente fu utilizzato per la tomba di coloro che morivano senza sposarsi.

Pelike

Pelike

Si tratta di un’anfora dal collo tozzo, che forma una linea unica con il corpo che raggiunge la sua massima espansione all’altezza del piede, al quale si unisce senza stelo. Il vaso compare nella metà del VI secolo a.C. e continua ad essere creato fino al IV secolo a. C.

Psyktèr

Psyktèr

Era il recipiente destinato a raffreddare il vino. Ha un corpo quasi emisferico che termina con un collo lievemente svasato. Il vaso era introdotto all’interno del cratere pieno di acqua fredda e galleggiava in modo da rinfrescare il liquido contenuto.

Stamnos

Stamnos

Vaso dal collo brevissimo, spalle alte, corpo espanso con due anse orizzontali. Destinato ad accogliere il vino, come dimostrano numerose testimonianze, era anche usato per contenere l’olio e, a volte, le monete.

Vasi destinati a versare o ad attingere

Alabastron

Alabastron

Piccolo vasetto di forma globulare allungato, con piccolo collo ristretto per consentire la fuoriuscita del liquido a piccole quantità, privo di anse, a volte ha due piccole prese. Questo vasetto appare intorno al VII secolo a. C. ed è di origine orientale. Deve il suo nome al materiale con cui era realizzato (alabastro) ed era utilizzato come recipiente di toletta femminile.

Aryballos

Aryballos
Aryballos globulare

Aryballos piriforme
Aryballos piriforme

Piccolo vasetto di forma globulare o piriforme, con cortissimo collo e piccolo orlo piatto, fornito di minuscola ansa, destinato all’uso degli atleti durante il bagno e per prepararsi alle gare; conteneva unguenti. Spesso il vasetto è riprodotto in scene figurate sia nell’atto di pendere dal polso degli atleti, che appeso alla parete di una stanza insieme agli altri oggetti della toletta maschile.

Idria

Idria

Vaso a corpo ovoidale allungato espanso, è fornito di tre anse: una verticale posteriore per essere impugnata per il trasporto sulle spalle, le altre orizzontali laterali per versare l’acqua. Gli archeologici ne distinguono due tipi: con il collo nettamente separato dalla spalla o con il collo che forma una linea continua con il corpo.

Lekythos

Lekythos

Brocca provvista di una sola ansa, collo stretto, corpo molto allungato e bocca formata da un orlo concavo. La parola indica un recipiente destinato a contenere unguenti, adoperato dagli atleti ma poteva anche essere usato per contenere olio da cucina. Si distinguono tre categorie di lekythoi: tipo con un profilo continuo dal collo fino in fondo al corpo; tipo con spalla separata dal corpo; tipo con fondo piatto, collo corto e largo.

Oinochoe

Oinochoe


Oinochoe trilobata

Recipiente destinato per versare e per attingere vino. Ha una bocca rotonda, un’unica ansa, corpo sferico o allungato, profilo continuo o separato fra spalla e corpo. La versione con corpo allungato prende il nome di olpe. Si distinguono alcuni tipi di oinochoe: con corpo che forma una linea continua con il collo o separato da questo; con corpo sferoide e bocca trilobata ecc..  

Vasi per bere, libare, mangiare 

Askos

Askos

Vaso a corpo circolare, schiacciato o allungato, con ansa arcuata che collega un’estremità con la bocca che si apre su un breve collo cilindrico. Era destinato alla fuoriuscita di liquido a piccole quantità.

Kantharos

Kantharos

Coppa per bere formata da una tazza molto profonda, fornita di due anse che sovrastano l’orlo e di un alto piede.

Kantharos
Dioniso mentre impugna un Kantharos

Kothon

Kothon

Vaso di forma circolare, con labbro arrotondato provvisto di tre anse nei primi esempi del corinzio primitivo. Nel corinzio tardo, invece, possiede una sola ansa a nastro, impostata orizzontalmente con due piccole appendici laterali. In epoca classica i kothones erano utilizzati nei banchetti; a Creta avevano, invece, un uso anche funerario. 

Kotyle

Kotyle

Termine greco per indicare una coppa profonda, con due anse orizzontali impostate sull’orlo, utilizzata per bere, versare i liquidi, attingere. Molto simile allo skyphos.

Kyathos

Kyathos

Coppa su basso piede provvista di un’ansa a nastro che sormonta di molto l’orlo. Un esempio moderno potrebbe essere il nostro mestolo.

Kylix

Kylix

Coppa con due anse, costituita da una tazza bassa e aperta e, generalmente, impostata su alto piede. Spesso l’interno della coppa era decorato. Tipico oggetto utilizzato nei simposi, raggiunse la sua massima diffusione intorno al VI secolo a.C. per essere poi soppiantato dal kantharos nel IV secolo a.C. Esistono tre tipi di kylikes: con coppa separata dal labbro e dal piede; con coppa che forma una linea continua con il labbro ma il piede è separato da una strozzatura; con labbro, coppa e piede che formano un’unica linea.

Phiale

Phiale
Phiale in terracotta dipinta

Phiale
Phiale metallica

Tazza con basso orlo, priva di anse e spesso caratterizzata da un rilievo circolare al centro. Il termine è usato da Erodoto per indicare una coppa destinata alla libagione, ovvero il versamento di sostanze offerte alla divinità quali olio, vino e latte.

Lekanis o Lekane

Lekanis

Piatto fondo fornito di coperchio con ansa a bottone. Rappresentato spesso in scena di toletta femminile, fa la sua comparsa agli inizi del VI secolo a.C. nella ceramica corinzia. E’ decorato principalmente nella tecnica a figure rosse con scene di toletta femminile e legato sempre alla vita della donna.

Rhyton

Vaso utilizzato per bere, ha come caratteristica la decorazione plastica: spesso la parte superiore del vaso è plasmata a testa di satiro o di animale, ariete, toro, mulo, cavallo. Sul fondo il vaso era provvisto di un foro per fare uscire il liquido; era utilizzato anche per le libagioni.

Skyphos

Skyphos

Coppa profonda fornita di due anse orizzontali all’altezza dell’orlo, impostata su piede basso o, spesso, privo di esso. Verso la metà del V secolo a.C., il vaso assume maggiore altezza, il profilo è leggermente convesso, le anse sono attaccate sotto il labbro. Era un vaso destinato alla gente povera, ma poteva essere fatto anche con materiali preziosi.

Vasi di uso diverso

Pisside

Pisside

Vasetto di forma rotonda, provvisto di coperchio, destinato a profumi e ad oggetti di toletta femminile. Diventano molto popolari nella metà del V secolo a.C. Possono avere varie forme: cilindrica, con coperchio il cui orlo è ripiegato verso il basso; a coppa, con tre larghi piedi all’esterno che sono decorati con figure; a scatola cilindrica, con pareti lievemente concave e coperchio bombato.

Epinetron

Epinetron

Ha la forma di una tegola chiusa ad una estremità ed era destinata ad essere impostata sul ginocchio delle donne che filava no per impedire che il grasso della lana rovinasse le loro vesti.

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