Eris – Discordia

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Eris - Discordia

Eris (dal greco Ἐρις «discordia, conflitto») è una divinità minore del Pantheon olimpico. Figlia, secondo Omero, di Era e Zeus e perciò sorella di Ares col quale spesso si accompagna, mentre per Esiodo è figlia di Notte che la generò per partenogenesi (senza bisogno di accoppiarsi). La versione esiodea potrebbe essere valida dal momento che Eris (o Discordia nel mondo romano) è personificazione di un sentimento (la rabbia o l’ardore bellico) o di situazioni (la contesa) comuni a mortali e divinità, accezione tipica di tutte le divinità pre-olimpiche. Eris si accompagna spesso con Deimos (terrore) e Phobos (disfatta)

Ad Eris è affidato il compito di creare le occasioni che scatenano le guerre, soprintese poi dal fratello Ares, ma è anche la personificazione della contesa vera e propria, sia bellica che agonistica. Eris, infatti, per vendicarsi degli dèi che non la invitarono al banchetto di nozze di Peleo e Teti creò le condizioni per la più grande guerra della storia dei Greci: la guerra di Troia. La dea, infatti, fornì a Paride una mela (ricordata con il nome di “pomo della discordia”) da donare alla più bella delle dee tra Afrodite, Hera ed Atena. La scelta cadde poi su Afrodite che aveva promesso, in cambio del pomo, la donna più bella tra i mortali: Elena.

Durante la guerra di Troia Eris è spesso inviata da Zeus per incitare con le sue grida i guerrieri: non solo quelli greci, con i quali si schiera così come il fratello Ares, ma anche quelli troiani. La sua furia supera però quella dello stesso Ares, al punto che Eris spesso rimane a godere dello spettacolo del sangue, dei cadaveri e dei morenti anche dopo che la battaglia è terminata (Iliade, V. 518).

Eris è madre dei kakodaimones, ovvero i demoni inferi che fuoriuscirono dal vaso di Pandora per invadere il mondo con tutti i possibili mali. Virgilio racconta che la stessa Eris era a guardia delle porte e delle spaventose creature dell’Ade

Iconografia di Eris – Discordia

Non abbiamo molte raffigurazioni di Eris – Discordia, ma possiamo leggere in fonti letterarie e storiche di alcuni oggetti sui quali era rappresentata. La dea aveva un aspetto orribile, come quello di un demone, così come ce la descrive Virgilio (Eneide, VI.280), con serpi annodate con bende intrise di sangue in luogo dei capelli; Celebre è la descrizione dell’arca di Cipselo, dove era raffigurato il duello di Ettore e Aiace in presenza di Eris. Eris è rappresentata, spesso alata, su numerosi pinakes e vasi in ceramica. Nel mondo etrusco, in particolare su alcuni specchi del VII secolo a.C., l’iconografia di Eris è quella di una giovane donna ingioiellata: in questo caso la dea è la personificazione della “contesa agonistica”, quindi priva della sua accezione demoniaca.

Curiosità su Eris – Discordia

Una straordinaria favola di Esopo (Favole, 534) racconta di Ercole che, camminando in uno stretto passaggio si imbatté in una mela posta sul suolo, Ercole cominciò a colpirla ma ad ogni colpo di clava la mela diventava più grande fino ad ostruire completamente il cammino. Atena, venuta in aiuto dell’eroe, gli spiegò che quella mela era come la dea Eris, più si tenta di distruggerla e più diventa grande e feroce, mentre se lasciata a se stessa rimane piccola e inerme.

(Nella foto di apertura: Eris alata, fondo di una kylix a figure nere proveniente da Atene, 575-545 a.C., Museo delle Antichità, Berlino.)

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