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vissuto tra 155 e 230 d.C.
De Sacramento aquae nostrae
qua ablutis delictis pristinae caecitatis
in vitam aeternam liberamur
non erit otiosum digestum istud
(da: Sul Battesimo)
Tertulliano fu una delle più ardenti personalità tra gli apologeti cristiani dei primi secoli. Chi erano costoro? Per comprenderlo occorre tenere presente il quadro storico-culturale nel quale essi vissero ed operarono, contraddistinto da numerosi motivi di ostilità nei confronti degli aderenti alla religione cristiana: senza dubbio, le persecuzioni che, com’è noto, vennero promosse dal potere centrale romano a partire dall’epoca di Nerone per arrivare a quella di Diocleziano, nei confronti dei membri di un gruppo considerato pericoloso per l’ordine e la moralità pubblici (ai cristiani, infatti, oltre all’accusa di rifiutarsi di rendere culto agli dèi tradizionali, venivamo sovente rinfacciate altre azioni vergognose, tra cui il cannibalismo).
Con la progressiva diffusione del Cristianesimo, al quale venne ufficialmente riconosciuta libertà di espressione attraverso le disposizioni fissate con l’editto di Nicomedia (311) e di Milano (313), su iniziativa, rispettivamente, degli imperatori Galerio e Costantino, però, un’altro tipo di attacco insidiava la fede cristiana, proveniente non tanto da un’iniziativa di carattere repressivo-violento, quanto piuttosto dal dibattito intellettuale: in particolare i pensatori attivi nel periodo immediatamente successivo alla morte degli Apostoli e alla costituzione delle prime chiese, dovettero fronteggiare non poche accuse e contestazioni da parte di filosofi e letterati pagani, i quali consideravano aberrazioni i contenuti e le forme espressive della nuova fede. Di qui la necessità di un forte impegno da parte cristiana per tenere testa e rispondere alle critiche, mostrando non solo la bellezza, ma anche la validità e la profondità concettuale del Verbo di Gesù Cristo.
Intorno alla Persona di Colui che si era proclamato Figlio di Dio, inoltre, iniziavano a circolare visioni ed interpretazioni non sempre conformi al dettato evangelico: all’esigenza prioritaria di difendere la fede in Gesù dagli attacchi di matrice pagana, si unì strettamente quella di definire, con sempre maggiore precisione, i contenuti dottrinali riguardanti l’Incarnazione di Cristo e la Sua identità di Uomo-Dio.
Il contributo di Tertulliano fu, in tal senso, fondamentale, almeno sino alla sua conversione al montanismo, di cui diremo tra poco.
Nativo di Cartagine, in terra d’Africa, il futuro teologo dell’Apologeticum si dedicò, in giovane età, agli studi giuridici, dedicandosi con successo all’avvocatura. La sua sembrava una carriera ormai segnata, quando nella vita del giovane intervenne un fatto nuovo: nutrito com’era di studi e di cultura, la sua mente acuta e vivace non potè che restare folgorata dall’esempio di tanti, uomini, donne e ragazzi, che si dichiaravano disposti a dare la vita, a lasciarsi uccidere in modo crudele, pur di non rinnegare la fede in Gesù. Quale potenza poteva, dunque, risiedere in tale nuova idea? Quale vitalità, sconosciuta all’antica filosofia greca, di cui Tertulliano era conoscitore, caratterizzava l’animo dei credenti in Cristo?
Non è noto per quali vie il giovane abbia maturato la sua adesione al Cristianesimo: è lecito pensare che egli ne fu conquistato attraverso una ponderata riflessione, ma l’ardore argomentativo che caratterizza i suoi scritti lascia intravvedere la forza esercitata sul suo animo dall’esempio concreto di coloro che soffrivano e morivano per Gesù. Da quel momento in poi, Tertulliano pose la sua abilità dialettica, la sua arte oratoria e le sue conoscenze giuridiche al servizio della nuova causa, ben più alta di tutte quelle che sino ad allora aveva potuto incontrare.
La sua opera fondamentale, l’Apologeticum, in 50 capitoli sostiene e difende la posizione dei credenti, ponendo in luce, in primo luogo, “l’illogico e ingiusto procedere dei giudici, che condannano quello che non conoscono e non vogliono conoscere”: e tali sono, a giudizio di Tertulliano, coloro che, nei processi contro i cristiani applicano a questi ultimi “un trattamento che non si applica a nessun criminale, contrariamente a quanto la loro qualità di criminali imporrebbe”. L’apologeta sottolinea quanto sia illogico e incongruente nutrire avversione contro i credenti in Gesù unicamente per il fatto di dirsi e chiamarsi cristiani: al contrario, semmai, sono i Romani gli unici meritevoli di biasimo, in quanto, nel giro di pochi secoli, sono tanto decaduti dagli splendori dell’antichità e hanno adottato costumi religiosi e stili di vita all’insegna del lassismo e dell’indisciplina. Tutte le accuse rivolte ai seguaci di Cristo (infanticidio, incesto, riti nefandi), per le quali, a fronte delle tante calunnie, non è mai stato possibile fornire prova alcuna, sono da addebitarsi ai pagani, che adorano divinità non credibili: il Dio dei cristiani, invece, è “unico, “invisibile”, “incommensurabile”, rivelatosi attraverso la Sacra Scrittura, dotata di autorevolezza e forza probante immensamente superiori a qualsiasi altra testimonianza. Gli dei pagani non sono degni di adorazione, né alla loro azione si possono attribuire i fasti e le grandezze di Roma: essi, infatti, sono in realtà dei demoni, sui quali trionfa l’unico, vero Dio, quello rivelatosi in Gesù Cristo.
Di conseguenza, nessun male può venire dai cristiani, i quali vivono nel mondo con la consapevolezza di doverlo lasciare: essi sono veramente innocenti di ogni colpa che viene loro rinfacciata, in quanto il loro maestro è il Dio “che tutto scruta”. I cristiani vengono derisi da chi li osteggia ma, alla fine, la vittoria apparterrà a loro: “come v’è contrasto fra il divino e l’umano – conclude Tertualliano – quando da voi siamo condannati, da Dio siamo assolti”.
Accanto alle mirabili pagine dell’Apologeticum, che meritano davvero una lettura completa, Tertulliano espresse la propria valentia apologetica anche in altri scritti, di carattere più spiccatamente teologico: si possono citare l’Adversus Praxean, redatto contro le posizioni dottrinali di Prassea, uno dei principali esponenti dell’eresia detta “modalismo”, in base alla quale il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo dovevano considerarsi dei “modi” di presentazione dell’unico Dio e non tre Persone, uguali e distinte. Nei confronti di Prassea, Tertulliano rimarca, con argomentazione serratissima e costantemente agganciata alle Sacre Scritture, la natura personale e relazionale della SS. Trinità, in base al principio dell’economia divina “secondo il quale Dio ha un Figlio, che è il suo Verbo incarnato, in chiara contrapposizione a quelle teologie che negavano l’alterità di Padre e Figlio” (citazione tratta da http://www.infocattolico.org/Documenti/Approfondimento.pdf, un interessante documento di analisi sulla struttura e i contenuti dell’Adversus Praxean).
Altro rilevante scritto tertullianeo, questa volta in chiave antignostica, è l’Adversus Marcionem, in 5 libri (il testo in latino e in traduzione inglese è reperibile all’indirizzo
http://www.tertullian.org/articles/evans_marc/evans_marc_00index.htm), redatto a confutazione delle dottrine propagate dal Marcionismo che, fra gli altri aspetti, negava il valore della tradizione e della continuità fra Antico e Nuovo Testamento: di contro, Tertulliano rimarca l’attendibilità e la veridicità delle Sacre Scritture, che sin dalle antiche profezie hanno annunciato la venuta del Messia, nonchè il ruolo degli Apostoli, quali testimoni autorevoli ai quali Cristo ha affidato il Suo Vangelo. Le dottrine pagane ed eretiche, invece, sono ispirate dal demonio e conducono coloro che vi aderiscono alla dissolutezza e alla perdizione.
I toni chiari e decisi – oggi diremmo “senza peli sulla lingua” – che contraddistinguono lo stile di Tertulliano, sono certamente riflesso della sua formazione e della sua professionalità avvocatizia, ma esprimono pure un animo rifuggente da compromessi e ambiguità, incline al rigore, soprattutto a livello morale: ciò condusse il teologo ad abbracciare, nel 207, la dottrina montanista, cosiddetta dal nome di Montano, che ne fu promotore e diffusore, caratterizzata da un significativo distacco rispetto alle posizioni della chiesa ufficiale, in particolare per quanto riguardava la componente profetica, decisamente accentuata, l’esercizio delle pratiche di ascesi e il ruolo della donna nella compagine ecclesiale: gli scritti di questo nuovo periodo della vita di Tertulliano – si possono citare il De pudicitia, il De ieiunio adversus psychicos, il De spectaculis, il De virginibus velandis e il De idololatria – sono, infatti, tutti all’insegna di una spiccata polemica nei confronti di alcuni aspetti, ritenuti immorali, della vita sociale e del costume dell’epoca, a cui l’autore oppone l’adesione ad uno stile più severo e rigoroso.
Anche se l’adesione al montanismo ne spostò le posizioni su un versante eterodosso, il contributo teologico della prima fase dell’attività intellettuale di Tertulliano resta, in ogni caso, indiscusso e prezioso per la formulazione, primo fra tutti gli altri autori cristiani antichi, del concetto di “una sostanza, tre persone” in riferimento alla Trinità.
Approfondimenti
Per approfondimenti, si vedano i links http://www.filosofico.net/tertulliano.htm e http://www.monasterovirtuale.it/home/la-patristica/breve-profilo-biografico-di-tertulliano.html: quest’ultimo è un sito che mette a disposizione uno straordinario repertorio bio-bibliografico sui Padri della Chiesa.
Sul sito web http://la.wikisource.org/wiki/Quintus_Septimius_Florens_Tertullianus è possibile reperire e leggere il testo di alcune opere di Tertulliano.
La traduzione in lingua italiana dell’Apologetico è reperibile all’indirizzo http://www.tertullian.org/italian/apologeticum.htm.
Altro notevole sito, sul quale è possibile reperire i testi della letteratura cristiana antica e, quindi, anche le opere di Tertulliano, tradotti in lingua inglese, è http://www.ccel.org/ccel/schaff/anf03.toc.html
Un sito davvero indispensabile per l’approfondimento dei contenuti propri delle eresie cristiane, dai primi secoli sino all’età contemporanea, è indubbiamente http://www.eresie.it/it/Home.htm, che propone un repertorio in ordine alfabetico delle posizioni eterodosse, nonché un ricco apparato bibliografico.
Il sito http://www.monasterovirtuale.it/home/patristica.html mette, infine, a disposizione uno straordinario repertorio bio-bibliografico sui Padri della Chiesa.