Atena

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Atena

Il nome Atena (dal greco Aθηνα̃, α̃ζ) compare per la prima volta nel bacino del Mediterraneo sulle tavolette del Palazzo di Cnosso, sulle quali è fatto riferimento ad una Atena Potnia (dove per Potnia si intende, in lingua micenea, ‘signora, dama, regina’). Non è facile affermare se si trattasse della divinità greca oppure se la tavoletta in questione facesse riferimento ad una nobile abitante della città di Atene. Per Platone invece il nome della dea deriva da A-θεο-νόα ‘mente di Zeus’, in riferimento al mito della nascita.

Origine di Atena

Il mito della nascita di Atena è unico nel suo genere: Zeus aveva concepito Atena nel ventre della dea Metide, ma Gea e Urano gli consigliarono di ucciderla perché ne sarebbe nato un figlio astuto e prepotente che avrebbe poi spodestato il padre. Così Zeus mangiò tutta intera la povera Metide, che divenne parte di sé. Da quel momento il dio fu afflitto da atroci mali di testa dai quali trovò sollievo solo grazie ad un colpo di ascia bipenne che Efesto (oppure, a seconda delle versioni, Prometeo o Ermes) gli assestò sul cranio. Dalla ferita venne fuori Atena, già armata dell’elmo e di uno scudo scintillante

Poteri e attributi di Atena

La dea Atena è una delle maggiori e più importanti divinità del pantheon greco, nonché una delle più conosciute in tutto il Mediterraneo poiché numerose sono state le identificazioni con essa di divinità locali.

Atena è rappresentata come una dea vergine, lontana da qualsiasi pulsione d’amore e molti sono stati i miti legati a questo suo aspetto: il veggente Tiresia fu privato della vista dopo che ebbe guardato la dea nuda mentre faceva il bagno in una fonte; Efesto tentò di possederla ma il suo seme cadde sulla Terra, fecondando Gea, che partorì Erittonio (secondo un’altra versione fu il fazzoletto di lana col quale Atena si pulìla gamba dello sperma di Efesto a fecondare la Terra).

Atena

Come abbiamo detto Atena è figlia di Zeus (il più forte degli dei) e di Metide (la più saggia) e da entrambi ha ereditato le loro maggiori caratteristiche, tanto da diventare ella stessa, per importanza e potere, la seconda divinità dell’Olimpo: simbolo di una perfetta ed equilibrata fusione di forza ed intelligenza.

Atena è anche protettrice dello Stato e delle leggi (a lei si deve la creazione dell’Areopago di Atene) e in questo ruolo è invocata anche dai guerrieri che difendono le città dagli invasori. Atena è completamente vestita in armi, elmo scudo e lancia, ed è ricordata come una formidabile combattente: nella guerra di Zeus contro i Giganti la dea ebbe un ruolo decisivo per la sconfitta di questi ultimi e durante la Guerra di Troia si schierò dalla parte dei Greci; inoltre a lei viene fatta risalire l’invenzione del primo carro da guerra.

Atena è soprattutto divinità tutelare della città e delle istituzioni poleiche di Atene: la leggenda racconta che la dea si scontrò contro Poseidone per il predominio dell’Attica. Il dio del mare fece scaturire una sorgente mentre Atena fece spuntare il primo albero di olivo sull’acropoli (pianta che veniva adorata anche in età storica). Gli Ateniesi decretarono la vittoria di Atena ritenendo di massima utilità il dono da lei portato poiché, grazie al commercio, avrebbe portato numerose altre ricchezze.

Atene e Atena: il Partenone e le Panatenee

partenone
Ricostruzione del Partenone di Joseph Kürschner, 1891

Il più grande ed importante tempio dedicato alla dea Atena è sicuramente il Partenone, sull’acropoli della città di Atene. Il tempio, di ordine dorico, fu costruito per iniziativa di Pericle tra il 477 e il 432 a.C. su progetto dell’architetto Ictino e con le decorazioni fittili e scultoree di Fidia. Allo scultore si deve anche la statua crisoelefantina (d’oro e di avorio), oggi perduta, che raffigura Atena Parthenos, ovvero la dea nella sua accezione di divinità vergine. La statua raffigurava Atena in armi, con lancia scudo ed elmo, recante nella mano libera una nike alata e sull’elmo un carro trainato da cavalli.

Presso il tempio di Atena Parthenos si svolgevano, il 28 del mese Ecatombeone (fine luglio secondo il calendario gregoriano) le celebrazioni sacre: le Panatenee istituite, secondo la leggenda, da Teseo per celebrare il sinecismo dell’Attica e il predominio di Atene sulla regione. Dalla porta del dipolo partiva una processione che, attraversando l’agorà, giungeva fino all’altare situato davanti al Partenone (sui muri esterni della cella del tempio lo scultore Fidia aveva ritratto i cittadini durante la processione) dove si sacrificavano animali per la divinità (ecatombe).

Dal 556 a.C. e ogni quattro anni si svolgevano le grandi Panatenee, giochi e competizioni, sul modelle olimpionico, ai quali partecipavano tutti i cittadini liberi, comprese le donne. Gli atleti e i poeti vincevano anfore ricolme di olio e … fama imperitura.

La devozione che gli ateniesi avevano nei confronti della dea è anche evidenziata dall’uso continuato per secoli del conio delle monete della città: la civetta e il rametto di olivo, entrambi simboli della dea.

Tetradracma ateniese
Tetradracma ateniese, V secolo a.C,

Curiosità

Atena è protagonista di moltissimi miti e leggende della cultura greca.

Si racconta che dopo la sua nascita fu affidata alle cure di Tritone (uno dei figli di Poseidone) e che crebbe insieme ad una delle sue figlie, Pallante, che allenava Atena al combattimento. Un giorno la dea uccise, per un malaugurato incidente, la povera Pallante e per placare il dolore di questo lutto la fece ritrarre in una statua (il Palladio) che pose accanto a quella del padre Zeus.

Atena è protagonista anche di molti miti che la vedono nel suo aspetto di divinità saggia e guerriera: aiutò Perseo ad uccidere Medusa ed in cambio ottenne la testa mozzata del mostro e la fece imprimere sul suo scudo; si schierò accanto ad Ercole in alcune delle sue fatiche (l’uccisione del leone di Nemea e degli uccelli del lago Stinfalo); soccorse Odisseo entrando nei sogni di Nausicaa e ordinandole di accorrere in aiuto di Ulisse che era naufragato sull’isola dei Feaci (Corfù).

Atena nel mondo romano

Atena nel mondo romano si fuse con gli aspetti di un’altra divinità locale, già adorata dagli Etruschi, Minerva. Pur mantenendo costanti alcune caratteristiche proprie ne assunse di nuove o ne ampliò le funzioni. Per la divinità romana Minerva si rimanda alla sua scheda.

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