Ragnarök: attestazioni

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Ragnarök: attestazioni

Attestazioni del Ragnarök nell’Edda Poetica

L’Edda Poetica contiene vari riferimenti al Ragnarök:

Völuspá

Nel poema Völuspá dell’Edda Poetica, riferimenti al Ragnarök iniziano nella stanza 40 fino alla 58, dopo di che le conseguenze degli eventi sono descritte nel resto dell’opera. Nel poema, una volva, (maga esperta in divinazioni), parla ad Odino nella stanza 41, predicendogli l’avvento del Ragnarök.

La volva comincia descrivendo il canto di tre galli, che sorgeranno per annunciare il Ragnarök: nella stanza 42 il gigante mandriano Eggther siederà su una collinetta e suonerà allegramente la sua arpa mentre il gallo rosso Fjalar canterà nella foresta Gálgviðr. Il gallo dorato Gullinkambi canterà per gli dei Æsir nel Valhalla, e il terzo, il gallo rosso di fuliggine senza nome canterà nelle sale del regno sotterraneo di Hel nella stanza 43.

Dopo queste strofe, la volva riferisce inoltre che il cane Garmr produrrà ruggiti profondi davanti alla grotta di Gnipahellir. Le catene di Garmr si romperanno ed esso sarà libero, l’umanità si autodistruggerà, con lotte intestine fra fratelli e famiglie.

I “figli di Mim” sono descritti come “in gioco”, anche se questo riferimento non è ulteriormente spiegato dalle fonti superstiti. Heimdall, che detiene il corno Gjallarhorn, vi soffierà profondamente dentro, e Odino converserà con la testa di Mim.

L’albero del mondo Yggdrasil tremerà e gemerà. Il gigante Hrym verrà dall’oriente col suo scudo e il serpente Jörmungandr scuoterà Midgard, (la “terra di mezzo”, la terra degli uomini), violentemente provocando distruzioni. La nave Naglfar verrà completata e arriverà da est grazie alle onde causate da Jörmungandr. I giganti del fuoco che abitano Muspelheim usciranno dalla loro terra.

La volva continua raccontando come i nani gemeranno dalle loro porte di pietra e il gigante Surtr avanzerà da sud, con la sua spada più luminosa del sole. La gente camminerà verso il regno di Hel e i cieli si divideranno.

Gli dei poi combatteranno contro gli invasori; Odino verrà inghiottito integro e vivo dal lupo Fenrir, causando alla moglie Frigg il secondo grande dolore della sua vita, (il primo era stato la morte di suo figlio, il dio Baldr). Il dio Freyr combatterà Surtr e perderà. Il figlio di Odino, Víðarr, vendicherà il padre lacerando le ganasce di Fenrir e uccidendolo con un colpo al cuore inferto dalla sua lancia. Il serpente Jörmungandr aprirà le sue fauci e si scontrerà in combattimento con Thor.

Thor, anch’esso figlio di Odino, è descritto qui come protettore della terra; egli combatterà furiosamente il serpente, sconfiggendolo, ma sarà in grado di compiere solo nove passi prima di crollare a terra. Dopo ciò, la gente fuggirà dalle proprie case, e il sole diventerà nero, mentre la terra sprofonderà nel mare, le stelle scompariranno, sorgerà il vapore, e le fiamme toccheranno il cielo.

La volva vede poi che riapparirà la terra dall’acqua, e un’aquila caccerà un pesce sopra una cascata su una montagna. Gli Æsir superstiti si incontreranno sul campo di Iðavöllr. Discuteranno di Jörmungandr, dei grandi eventi del passato, e dell’alfabeto runico. Dai campi riemergeranno i raccolti senza essere stati seminati. Gli dei Höðr e Baldr ritorneranno da Hel e vivranno felicemente insieme.

La volva dice che anche il dio Hœnir sopravvivrà e che i figli di due fratelli abiteranno il mondo ventoso. Vede una sala ricoperta di oro a Gimle, dove vivrà la nobiltà e trascorrerà piacevolmente la vita. Nella strofa 65, che si trova nella versione Hauksbók del poema, (manoscritto medievale scandinavo), vi è il riferimento ad un “potente, una potente” che “governerà su tutto” e che arriverà dall’alto alla corte degli dei, (passo interpretato come un’interpolazione cristiana aggiunta successivamente alla poesia).

Nella stanza 66, la volva conclude il suo racconto con la descrizione del drago Níðhöggr, che volerà nel cielo con cadaveri fra le sue fauci. La volva poi si dissolve. Non è chiaro se nella stanza 66 la volva si riferisca al tempo presente o se quest’ultimo episodio è un elemento che avverrà dopo il Ragnarök.

Vafþrúðnismál

Il dio Vanir Njörðr è menzionato in relazione al Ragnarök nella stanza 39 del poema Vafþrúðnismál. Nella poesia, Odino, mascherato da “Gagnráðr” si scontra con il saggio gigante Vafþrúðnir in una battaglia di astuzia. Il Vafþrúðnismál riferisce che Njörðr era stato un ostaggio durante la precedente guerra fra Æsir e Vanir e che ritornerà a casa fra i saggi Vanir.

Nella stanza 44, Odino chiede a Vafþrúðnir quale fra gli esseri umani sopravvivrà al famoso Fimbulvetr (“terribile inverno”, uno dei segni che preannuncerà il Ragnarök). Vafþrúðnir risponde nella strofa 45 che i sopravvissuti saranno Lif e Lífþrasir, e che si nasconderanno nella foresta di Hoddmímis holt, che si abbevereranno con la rugiada del mattino, e produrranno generazioni di discendenti.

Nella stanza 46, Odino chiede poi quale sole entrerà in cielo dopo che Fenrir avrà divorato quello esistente. Vafþrúðnir risponde che la dea del sole Sòl darà alla vita una figlia prima che Fenrir possa assalirla, e che dopo il Ragnarök questa figlia continuerà il percorso di sua madre.

Nella strofa 51, Vafþrúðnir afferma che, quando le fiamme di Surtr saranno sazie, i figli di Odino Víðarr e Vali vivranno nei templi degli dèi, e che i figli di Thor Modi e Magni entreranno in possesso del suo martello Mjolnir.

Nella stanza 52, Odino, sempre travestito per non essere riconosciuto, chiede al gigante circa il proprio destino. Vafþrúðnir risponde che Fenrir divorerà Odino, e che Víðarr lo vendicherà lacerandogli le fauci in battaglia. Odino conclude il duello con un’ultima domanda: cosa dirà Odino a suo figlio prima di preparare la sua pira funeraria? Con questo, Vafþrúðnir si rende conto d’aver di fronte Odino in persona, che egli definisce “il più saggio degli esseri”. Il messaggio di Odino viene interpretato come una promessa di resurrezione di Baldr dopo il Ragnarök.

Helgakviða Hundingsbana II

Al Ragnarök è brevemente fatto riferimento nella strofa 40 del poema Helgakviða Hundingsbana II. Qui, la cameriera senza nome della valchiria Sigrun sta passando accanto al tumulo funerario del defunto eroe Helgi Hundingsbane quando le appare Helgi in persona con un seguito di uomini. La cameriera chiede se sta forse avendo un’allucinazione dato che sta vedendo uomini morti a cavallo, o se il Ragnarök si sia già verificato. Nella stanza 41, Helgi risponde negando che ciò sia già venuto.

Attestazioni del Ragnarök nell’Edda in prosa

L’Edda in prosa di Snorri Sturluson contiene moltissime citazioni prese dal Völuspá e le elabora ampiamente in prosa, anche se alcune di queste informazioni entrano in conflitto con quelle del Völuspá.

I capitoli 26 e 34 del Gylfaginning

Nel libro Gylfaginning dell’Edda in prosa, vengono fatti vari riferimenti al Ragnarök. Il Ragnarök viene menzionato la prima volta nel capitolo 26, dove il re High racconta a Gangleri (il re Gylfi sotto mentite spoglie) alcune informazioni di base sulla dea Iðunn, tra cui il fatto che le sue mele manterranno giovani gli dei fino al Ragnarök.

Nel capitolo 34, High descrive come gli dei decisero di incatenare il lupo Fenrir, causando al dio Týr la perdita della mano destra, e che Fenrir sarebbe rimasto prigioniero fino al Ragnarök. Gangleri chiede ad High perché gli dei non hanno semplicemente ucciso Fenrir una volta legato, dato che sapevano che Fenrir avrebbe portato distruzione e morte durante il Ragnarök. High risponde che gli dèi hanno un tale rispetto per i loro luoghi sacri e santuari che hanno scelto di non contaminarli col sangue del lupo, anche se le profezie avevano predetto che avrebbe causato la morte di Odino.

Come conseguenza per aver causato la morte del dio Baldr, Loki, (descritto come il padre di Fenrir), viene legato in cima a tre pietre con le interiora di suo figlio Narfi (che si trasformano in ferro). Il gigante Skaði colloca un serpente dalle fauci spalancate sopra il capo di Loki. Periodicamente dalla bocca del serpente fuoriesce del veleno che colpirebbe il viso di Loki se sua moglie Sigyn non lo raccogliesse in una ciotola. Quando però Sigyn si allontana per svuotare il recipiente pieno, qualche goccia di veleno colpisce Loki, il quale urla e si contorce dal dolore causando i terremoti. Loki rimarrà vincolato alle rocce finchè non sopraggiungerà il Ragnarök.

Capitolo 51 del Gylfaginning

Il capitolo 51 fornisce un resoconto dettagliato del Ragnarök intervallato da varie citazioni dal Völuspá, mentre i capitoli 52 e 53 descrivono le conseguenze di questi eventi. Nel capitolo 51, High afferma che il primo segno dell’arrivo del Ragnarök sarà il Fimbulvetr, durante il quale si susseguiranno tre inverni senza estate, e il sole sarà inutile. High continua raccontando che, prima di questi inverni, si verificheranno tre inverni contrassegnati da grandi battaglie in tutto il mondo. Durante questo periodo, l’avidità porterà i fratelli ad uccidersi fra loro, e i padri e i figli soffriranno per il crollo dei legami di parentela. High cita poi la stanza 45 del Völuspá.

Successivamente, High descrive come il lupo ingoierà il sole, e suo fratello la luna, e le stelle scompariranno. La terra e le montagne tremeranno in modo così violento che gli alberi si staccheranno dal suolo, le montagne scompariranno, e tutti i vincoli si romperanno, causando la liberazione di Fenrir dalle sue catene. High racconta che il grande serpente Jörmungandr, anche descritto come figlio di Loki, violerà la terra e il mare si gonfierà violentemente su di essa.

La nave Naglfar, descritta nell’Edda in prosa come costituita dalle unghie umane dei morti, verrà rilasciata dai sui ormeggi, e salperà sul mare agitato, diretta dal gigante Hrym. Allo stesso tempo, Fenrir, con occhi e narici fiammeggianti, procederà con la bocca spalancata, e con la mascella superiore raggiungerà il cielo, e con la mascella inferiore toccherà la terra. Al fianco di Fenrir, Jörmungandr spargerà veleno in tutta l’aria e sul mare.

Durante tutto questo, il cielo si dividerà in due. Dalla scissione, i “figli di Muspell” cavalcheranno via. Surtr uscirà per primo, circondato da fiamme, con la spada più brillante del sole. High afferma che “i figli di Muspell” avanzeranno intorno a Bifrost, descritto nel Gylfaginning come un ponte arcobaleno, e che il ponte poi si romperà. I figli di Muspell (e le loro truppe scintillanti) avanzeranno verso il campo di Vígríðr, descritto come una distesa di centinaia di leghe in ogni direzione, dove Fenrir, Jörmungandr, Loki (seguito da Hel), e Hrym, (accompagnato da tutte le gigantesse del gelo), si uniranno a loro.

Mentre questo accadrà, Heimdallr si alzerà e soffierà nel corno Gjallarhorn con tutte le sue forze. Gli dei si risveglieranno al suono, e si incontreranno. Odino correrà da Mimir in cerca di un consiglio e Yggdrasil si scuoterà causando terrore in tutto il mondo.

High procede raccontando che gli Æsir e gli Einherjar ,(i valorosi guerrieri morti in battaglia), si vestiranno per combattere e Odino, indossando un elmo d’oro e un’intricata cotta di maglia, impugnerà la sua lancia Gungnir e cavalcherà davanti a loro. Odino avanzerà contro Fenrir, mentre Thor si muoverà al suo fianco, ma quest’ultimo non sarà in grado di assistere Odino perché sarà impegnato a combattere contro Jörmungandr.

Secondo High, Freyr combatterà ferocemente contro Surtr, ma Freyr cadrà non avendo più la spada che un tempo aveva dato al suo messaggero, Skirnir. Il cane infernale Garmr (qui descritto come il “peggiore dei mostri”) si libererà dalle sue catene di fronte alla grotta Gnipahellir, e combatterà il dio Tyr, con conseguente morte di entrambi. Thor ucciderà Jörmungandr, ma sarà avvelenato dal serpente e riuscirà a compiere solo nove passi prima di morire.

Fenrir divorerà Odino, e immediatamente dopo suo figlio Víðarr schiaccerà la mascella inferiore di Fenrir con un piede e solleverà quella superiore con una mano fino a spezzare le mascelle al lupo, uccidendolo. Loki combatterà contro Heimdallr, e i due si uccideranno l’un l’altro. Surtr darà fuoco al mondo con la sua spada infuocata. High cita le strofe 46 e 47 del Völuspá, e inoltre la strofa 18 del Vafþrúðnismál (quest’ultima informazione relativa al racconto di Vígríðr sul campo di battaglia).

Capitoli 52 e 53 del Gylfaginning

All’inizio del capitolo 52, Gangleri chiede che cosa succederà dopo che il cielo e la terra e tutto il mondo verranno bruciati e tutti gli dèi saranno morti, insieme agli Einherjar e a tutta l’umanità. Third, (il terzo uomo seduto più in alto rispetto agli altri due nella sala), risponde che ci saranno molti buoni posti in cui vivere, ma anche molti cattivi. Third afferma che il miglior posto dove stare sarà Gimle nei cieli, dove esiste un posto chiamato Okolnir che ospita una sala chiamata Brimir, dove si potranno trovare molte cose da bere.

Third descrive una sala d’oro rosso che si trova a Niðafjöll chiamata Sindri, dove vivranno gli uomini buoni e virtuosi.

Third riferisce inoltre di una sala senza nome a Náströnd, dove vi sono le spiagge dei morti, che egli descrive come una grande sala ripugnante rivolta a nord, costruita con le spine dei serpenti, e somigliante ad una casa fatta con pareti di rami intrecciati. Le teste dei serpenti sono rivolte verso l’interno della sala e vomitano tanto veleno che fiumi scorrono in tutta la sala, e i malfattori e gli assassini dovranno guadarli. High cita qui le strofe 38 e 39 del Völuspá, con l’inserimento di una prosa originale attestante che il posto peggiore di tutti è a Hvergelmir, seguita da una citazione dal Völuspá per evidenziare che il drago Níðhöggr molesterà i cadaveri dei morti in quest’ultimo luogo.

Il capitolo 53 inizia con Gangleri che chiede se qualcuno degli dèi sopravvivrà, e se non ci sarà più nulla della terra o del cielo. High risponde che la terra apparirà ancora una volta dal mare, bella e verde, e la crescita delle colture sarà spontanea. Il campo Iðavöllr esisterà dove una volta stava Asgard, e, lì, incolumi dalle fiamme di Surtr, risiederanno Víðarr e Vali. Ora in possesso del martello Mjolnir di loro padre, i figli di Thor Modi e Magni li incontreranno là, e, venendo da Hel, arriveranno anche Baldr e Höðr. Insieme, tutti si siederanno e si racconteranno ricordi, e in seguito troveranno i pezzi del gioco d’oro degli Æsir.

Viene poi citata la strofa 51 del Völuspá.

High rivela che anche due esseri umani, Lif e Lífþrasir, sopravivranno alla distruzione nascondendosi nel bosco Hoddmímis holt. Questi due sopravvissuti consumeranno la rugiada del mattino come sostentamento, e il mondo sarà ripopolato dai loro discendenti. Viene poi citata la strofa 45 del Vafþrúðnismál. La personificazione del sole, Sol, avrà una figlia, bella almeno quanto lei, e questa figlia seguirà lo stesso percorso di sua madre. Viene poi citata la strofa 47 del Vafþrúðnismál, e termina così l’annuncio del Ragnarök nel Gylfaginning.

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